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martedì 3 febbraio 2026Aggiornato il:

Viaggio in Cina 2025 - Wangxian Valley

 - post precedente: Shangrao Pengjiawa Village-

Diario di viaggio in Cina
12 agosto 2025


Riassunto delle puntate precedenti. In questo quarto viaggio in Cina stiamo passando da grandi città a zone meno conosciute. In questo momento ci troviamo nei pressi di Shangrao, in un paesino sperduto nello Jiangxi.

Devo dire che ho dormito proprio bene, scendiamo a prendere il caffè e la proprietaria ci preparara la colazione. Questa mattina il cielo è limpido e fa parecchio caldo, il cantiere vicino ha già ripreso gli scavi e tra una chiacchiera e l'altra veniamo informati sullo stato dei lavori. La gente del posto sembra molto contenta dell'ampliamento stradale, convinta che ci saranno imminenti benefici dal punto di vista turistico.

Il marito della proprietaria è Mr Tuttofare. Dalle piccole riparazioni alla spesa, pensa lui a tutto. Oggi ci dovrebbe accompagnare a Wangxian, ma secondo lui è meglio andare nel pomeriggio e stare lì fino a sera. Ok, mi sembra un ottimo consiglio, ma cosa facciamo fino a quel momento?

Pengjiawa Village
Pengjawa Village

giovedì 15 gennaio 2026Aggiornato il:

Viaggio in Cina 2025 - Shangrao Pengjiawa Village

 - post precedente: Kaili -


Kaili treno alta velocità
Kaili: la nostra stanza, il paesaggio, il treno dell'alta velocità



Diario di viaggio in Cina
11 agosto 2025

Lasciamo il Guizhou per andare nello Jiangxi. Avevo inizialmente scelto di soggiornare nella città di Shangrao, ma qualche giorno fa ho dovuto modificare l'itinerario e siccome il mio desiderio principale era quello di visitare Wangxian Valley ho scelto un albergo nel villaggio più vicino a questa valle. In questa tappa c'è stato un radicale rallentamento nel ritmo del viaggio, ma devo dire che un po' di relax ci voleva dopo tanti giorni intensi.


Nel nostro albergo di Kaili è compresa la colazione ma stamattina non ho fame. Ci facciamo chiamare un taxi che viene a prenderci all'ingresso della struttura e arriviamo in stazione in perfetto orario. Oggi il viaggio sarà su un treno dell'alta velocità che ci porterà a Shangrao in sei ore, ma per la prima volta mi sono trovata in una situazione di disagio perché quando saliamo sul treno troviamo i nostri posti occupati. Proviamo in tutti i modi (gentili ma decisi) a far spostare i due occupanti (nonna e nipote) ma non c'è stato verso, ci facevano segno di metterci dove c'era posto, tanto cosa cambia? Cambia che ovviamente alla prima stazione sono salite due persone che ci hanno fatto alzare perché il posto era il loro. A quel punto siamo riusciti a prendere possesso del sedile giusto, a mettere la valigia sopra i nostri sedili e a "vincere" il nipote nel sedile di fianco al mio (volevano star seduti vicini ma avevano i posti lontani, ecco perché hanno pensato bene di sedersi a caso). A quel punto però è arrivato il responsabile di vagone a dirmi malamente di mettere meglio il trolley. Mi sono subito alzata per sistemarlo ma era incastrato, non ci arrivavo, quello mi gridava cose ma non mi aiutava, mi stava venendo da piangere. Poi il maledetto trolley si è disincastrato, la vecchina col nipote sono scesi, il capo-vagone è scomparso e sono riuscita finalmente a godermi il viaggio. 

Poco prima di arrivare a destinazione abbiamo prenotato un Didi che ci aspetterà nel parcheggio della stazione. Per muoversi in Cina è la soluzione più comoda: l'autista sa già dove ti deve venire a prendere e soprattutto dove ti deve portare, e tu sai già quanto ci impiegherà e quanto costa.


Treno Kaili - Shangrao
G2334 6 ore

I biglietti dei treni veloci sono costosi, ma il viaggio (al netto di qualche rara disavventura) è estremamente confortevole anche in seconda classe. Bisogna però prenotarli con largo anticipo e se non si ha la possibilità di farli qualche giorno prima in stazione conviene farli online (pagando una commissione).

sabato 15 novembre 2025Aggiornato il:

Viaggio in Cina 2025 - Quarto giorno a Chongqing

 - post precedente: Terzo giorno a Chongqing -

Diario di viaggio in Cina
7 agosto 2025

Oggi è l'ultimo giorno a Chongqing, ci lascio un pezzettino di cuore e la speranza di tornarci presto. 

Questa mattina visitiamo un quartiere storico di Chongqing: Shibati 十八梯 che significa "18 scalini". Un tempo era un luogo strategico di grande importanza perché i diciotto scalini collegavano la parte superiore della città con quella inferiore, ma l'aumento della popolazione rese necessaria una espansione e una miglioria delle infrastrutture e quando Chongqing divenne una importante città portuale (nel 1891) caddero in disuso.

Il quartiere che vediamo oggi è il risultato di una ristrutturazione piuttosto recente che ha ricostruito fedelmente gli edifici e restaurato le parti storiche che hanno resistito, come il pozzo originale che forniva acqua potabile e un'abitazione tradizionale nel vicolo Shanguo.

Dalla via principale, quella degli scalini, si diramano vicoli pieni di botteghe, negozi, locande, ristoranti e punti panoramici. È un luogo bellissimo pur essendo assolutamente turistico, la gente viene qui per fotografare i panorami e fare shopping, i negozi di souvenir sono uno attaccato all'altro, eppure c'è una bella atmosfera, si percepisce la storia e l'importanza che questo passaggio ha avuto in passato. 

E comunque le case di legno con i tetti grigi e le lanterne rosse sono sempre bellissime. 

Shibati
Shibati

martedì 4 novembre 2025Aggiornato il:

Viaggio in Cina 2025 - Terzo giorno a Chongqing

 - post precedente: secondo giorno a Chongqing -

Diario di viaggio in Cina
6 agosto 2025

Che viaggio in Cina sarebbe senza sintomi influenzali? Siamo tipi abitudinari, ci facciamo venire la febbre e/o un bel raffreddore ogni volta che mettiamo piede in suolo cinese. Questa volta però direi che siamo durati fin troppo visto che da giorni combattiamo il clima torrido con l'aria condizionata a palla. 

Lascio Lore a letto e scendo a cercare una farmacia, sono sicura che ce ne sia una molto vicina all'albergo perché l'ho notata ieri. Mi sono preparata un paio di frasi sul traduttore che accompagno con gesti eloquenti (mano sulla fronte, colpo di tosse, mano sul naso). Il farmacista conferma: è la classica febbriciattola da caldo-freddo-caldo. Mi da due medicine e uno spray nasale, mi spiega la posologia mentre la scrive sulle etichette adesive che applica sulle scatole, mi saluta. 

Le medicine sono potentissime e lo rimettono in piedi, ma ci tocca rinunciare alla gita che avevo programmato (Wulong Karst National Geology Park). 

Usciamo quindi per andare a Kuixing Building, il palazzo collegato alla piazza che si trova al 22° piano. Questo è il classico posto in cui ci si va perché tutti lo mostrano su Instagram come luogo imperdibile e infatti ci sono andata pure io. Ciò che ho notato, però, è che non si trovano indicazioni precise su come arrivarci, ma è molto facile capitarci per caso. 

Comunque, se siete a Chongqing e cercate questo posto (Kuixing) non seguite le indicazioni su maps, perché vi porterà nel garage dell'ospedale in cui cercherete disperatamente un ascensore, una scala, una indicazione. E non troverete nulla di tutto ciò, anzi, a dire il vero farete pure fatica a trovare l'uscita (successo a noi, e non eravamo i soli). 

Fate così:

  • Per arrivare nella piazza, che si chiama Datang Plaza, bisogna entrare nel palazzo dalla strada principale sul lungofiume (nome della via: Jialingjiangbinjiang, uno scioglilingua) e prendere un ascensore. C'è sempre molta gente perché nel palazzo ci sono studi medici, hotel, uffici, insomma, c'è traffico. Così facendo, una volta arrivati al 22° piano, attraverserete uno dei due ponti e sarete nella piazza.

  • Oppure passeggiate in Beiqu Road, oltrepassate l'ospedale, salite qualche scalino e sarete nella piazza. Andate verso la balconata al fondo e guardate giù! A quel punto, se volete, potete fare la strada al contrario ed entrare nel palazzo per scendere. 
  • Se invece ci volete andare in metro dovete scendere nella stazione Linjiangmen (uscita 2).


Chongqing
Uno dei due ponti che collega il palazzo alla piazza

Chongqing
A sinistra: quando ti trovi lì sotto e non capisci come fare a salire - a destra: quando finalmente sali, attraversi uno dei due ponti e da una parte hai il palazzo, dall'altra la piazza

lunedì 27 ottobre 2025Aggiornato il:

Viaggio in Cina 2025 - Secondo giorno a Chongqing

 - precedente: Primo giorno a Chongqing-

Diario di viaggio in Cina
5 agosto 2025

Chongqing
Chongqing

Jiefangbei

L'esplorazione di oggi di Chongqing parte da quello che possiamo considerare il centro. In genere quando si parla di Chongqing ci si riferisce alla parte di città che si trova nella penisola di Yuzhong, nel punto in cui i fiumi Jianling Yangtze si incontrano. Il centro vero e proprio è considerato Jiefangbei, ed è lì che stiamo andando. 

Dal nostro albergo arriviamo nei pressi di Hongyadong passando questa volta dalla strada che passa sopra, dove si trova l'Art Center, una bellissima struttura tempestata di travi rosse che richiamano in forma moderna e originale l'architettura tradizionale cinese. Incuriositi entriamo: l'ingresso principale è una enorme hall vetrata che introduce al museo, c'è una caffetteria, un piccolo banco informazioni e un negozio dove trovo dei timbri molto belli per il mio quaderno. 

Poco più avanti incontriamo diversi grattacieli molto particolari in cui entriamo a vedere l'interno (in tutti gli edifici pubblici è possibile entrare a vedere gli atrii) e arriviamo in Jiefangbei Pedestrian Street, dove si trova la torre dell'orologio che rappresenta il Monumento alla Liberazione di Chongqing. Può sembrare strano che un monumento tanto importante sia alto solo 28 metri, ma bisogna pensare che fino a pochi decenni fa era uno degli edifici più alti della città. Sorge al centro di una piazza in cui convergono quattro strade e la zona è interamente pedonale.

martedì 19 novembre 2024Aggiornato il:

Itinerario di viaggio in Corea del Sud

Sono tornata in Corea del Sud dopo dieci anni e si è confermata una meta stupenda e facile da visitare da soli. In questo articolo ho raccolto tutte le informazioni relative al mio itinerario: per ogni tappa trovate le indicazioni per raggiungerla, dove dormire, cosa vedere, i piatti tipici. Spero possa esservi utile per l'organizzazione del vostro viaggio in Corea del Sud.


Seoul Cambio della guardia Palazzo Gyeongbokgung
Seoul - Palazzo Gyeongbokgung, Cambio della guardia



mercoledì 15 maggio 2024Aggiornato il:

Quattro giorni a Marrakech - quarta parte

 - post precedente: Quattro giorni a Marrakech - terza parte -


Diario di viaggio a Marrakech
23 febbraio 2024

Stamattina il cielo è coperto e la temperatura è fresca. Studiamo il percorso e andiamo a piedi ai Jardin Majorelle, passando dalla Koutoubia, la Moschea più importante di Marrakech col minareto alto 69 metri. Devo dire che è semplice orientarsi fuori dalla medina, ma in caso di bisogno vi segnalo che qui Google Maps funziona benissimo.

I Jardin Majorelle si trovano in Rue Yves Saint-Laurent, una delle vie più ricche e eleganti della città. Jacques Majorelle era un pittore francese che negli anni 20 si trasferì nella medina di Marrakech, innamorato della città (come dargli torto). Un paio di anni dopo comprò un palmeto poco fuori dalla medina e ci fece costruire una villa in stile moresco immersa in uno splendido giardino botanico. Il colore degli edifici è il blu Majorelle, tonalità di blu cobalto creata da lui. Destino volle che in seguito ad un incidente d'auto tornò a Parigi e il giardino rimase abbandonato per anni, finché non arrivò Yves Saint-Laurent che se ne innamorò al punto di comprarlo insieme a Pierre Bergé, con cui andò a vivere in quella che ribattezzarono Villa Oasis.

All'interno della villa, al piano terra, si trova il museo berbero che è assolutamente da non perdere. C'è una sala specchiata completamente al buio dove sembra di stare sotto al cielo stellato del deserto, una meraviglia.

Koutoubia

Quattro giorni a Marrakech - terza parte

- post precedente: Quattro giorni a Marrakech - seconda parte -


Diario di viaggio a Marrakech
22 febbraio 2024

Avendo a disposizione quattro giorni è possibile dedicarne uno ad una escursione a scelta da Marrakech. Noi abbiamo optato per Essaouira, città portuale e balneare sulla costa atlantica del Marocco.

Il trasferimento è stato organizzato dal nostro Riad, la mattina ci siamo presentate puntuali alla reception e ci è venuto a prendere la controfigura di Ussain Bolt, che correndo come un matto ci ha accompagnate al punto d'incontro dove siamo arrivate sudate e col fiatone. Corsa a perdifiato servita a nulla, dato che abbiamo poi aspettato circa un'ora il pulmino, ma vabbè.

Il viaggio dura circa tre ore, anche qualcosa in più considerando la pausa pipì in Autogrill e la pausa consigli per gli acquisti. Essaouira, oltre che per il mare, è famosa per l'argan. A quanto pare solo qui c'è l'argan vero e puro, tutto il resto è fuffa. Avete comprato olio di argan a Marrakech? Fuffa. Avete intenzione di comprare argan in altri posti che non siano Essaouira? Fuffa. La pausa consigli per gli acquisti è ovviamente in una fabbrica di argan (maddai?) dove ci sono delle tenere vecchine che macinano l'argan mentre una ragazza ci spiega i vari processi. La visita termina nel negozio dove c'è davvero di tutto di più, tutto a base di argan, a prezzi assolutamente inaccessibili per le mie tasche. Mi dispiace, ma probabilmente tornerò in Italia con argan qualità fuffa, non ditelo alle vecchine. 

Autogrill

 

sabato 13 gennaio 2024Aggiornato il:

Una settimana a Cipro - rientro con imprevisto

- post precedente: Agia Napa -


Diario di viaggio a Cipro
19 settembre

Ci svegliamo abbastanza presto così facciamo tutto per benino:

- chiudiamo le valigie (con un po' di fatica ma incredibilmente sono riuscita a farci stare tutto, sarà perché ho quasi tutto addosso?)
- lasciamo la casa dopo aver controllato bene gli armadi (chissà perché ho sempre l'ansia di dimenticare qualcosa, manco viaggiassi con oggetti preziosi)
- andiamo a restituire il nostro affezionato catorcio (il disbrigo delle pratiche è più lungo di quanto mi aspettassi, ma siamo in largo anticipo quindi corriamo dietro al gatto dell'autonoleggio, che come tutti i gatti del mondo snobba chi lo guarda con gli occhi a cuore e si butta in braccio a chi per i gatti non ha particolarmente interesse - la Bionda - nel tentativo di convertirla)
- carichiamo tutto sul pulmino e ci facciamo portare in aeroporto in perfetto orario sulla nostra tabellina di marcia (anzi, abbiamo anche il tempo di fare colazione).

Il tabellone dice che il nostro volo è in orario, esce il gate, ci incamminiamo. Eccolo lì il nostro aereo Easy Jet che ha finito di scaricare e ora sta già imbarcando noi.

Mi avvicino e vedo che la gente inizia a tornare indietro, non si parte.


mercoledì 20 dicembre 2023Aggiornato il:

Una settimana a Cipro - crociera ad Agia Napa

- post precedente: Kolossi e Kourion - 

Diario di viaggio a Cipro

18 settembre 2023

Stamattina mi sveglio con un po' di malinconia e realizzo che è l'ultimo giorno a Cipro, questa settimana è letteralmente volata. Non possiamo lasciare l'isola senza aver fatto almeno un giro in barca, perciò andiamo ad Agia Napa a vedere cosa offre il porto turistico.

Questa cittadina è un po' la Rimini cipriota, la gente che sceglie Cipro per il mare e per fare baldoria e casino (tanto casino) deve venire qui. Io l'ho trovata bella ma cara, rumorosa e troppo patinata. Ma è il mio parere eh.

Appena ci avviciniamo ai banchetti delle crociere veniamo sommerse da proposte. Prendiamo qualche volantino e decidiamo quale offerta ci ispira di più mentre beviamo un caffè - caro e neanche particolarmente buono - al gigantesco bar della spiaggia. I tour sono più o meno tutti uguali, qualcuno dura qualche ora, altri tutto il giorno, in alcuni si mangia, in altri no. Noi scegliamo un giro in barca da mezza giornata, con pranzo incluso e sosta in più punti per fare il bagno. L'itinerario è più o meno sempre lo stesso, si parte da Agia Napa, si gira intorno alla penisola di Capo Greco e si arriva al confine col territorio turco di Cipro. Se siete ricchi e/o asociali potete anche affittare uno yacht privato eh, ma i posti per immergersi sono uguali per tutti.

Io adoro le gite in barca, non sono per niente snob, e non disdegno un po' di sano casino (tipo questo), ma alla fine questa gita è stata tutto sommato tranquilla.


sabato 16 dicembre 2023Aggiornato il:

Una settimana a Cipro: Kolossi e Kourion

- post precedente: Troodos -

Diario di viaggio a Cipro 
17 settembre 2023

Oggi visitiamo la parte meridionale dell'isola di Cipro. Temperatura calda ma non troppo e cielo di un blu che più blu non si può. 

Kolossi Castle
Prima tappa
Castello di Kolossi

Il parcheggio di fronte al castello è libero ed è praticamente vuoto, forse perché la domenica mattina non è molto frequentato. Facciamo colazione nel chiosco vicino all'ingresso dove prendo anche qualche souvenir e entriamo.

L'edificio in pietra calcarea è del XIII secolo. Costruito durante il dominio dei Franchi, è una delle opere di fortificazione più importanti. Appartenne all'Ordine dei Templari e poi a quello dei Cavalieri di San Giovanni che mantenne a Kolossi l'amministrazione militare (Commanderie) che fu la più importante anche per la produzione di grano, cotone, zucchero e olio dei fertili terreni di Kolossi. La produzione riguardava anche il vino cipriota per eccellenza, la Commandaria. Ma di vino parlerò più avanti.

martedì 5 dicembre 2023Aggiornato il:

Una settimana a Cipro - Troodos

 - post precedente: Famagosta e il lato turco - 


Diario di viaggio a Cipro
16 settembre 2023

Oggi andiamo alla scoperta del Troodos, la catena montuosa più grande di Cipro di cui il Monte Olimpo è la vetta più alta. Siccome volevamo cercare di evitare il più possibile il percorso più tortuoso abbiamo stilato per oggi un itinerario forse un po' lungo ma che sulla carta ci sembrava il meno faticoso.

Prima tappa
Galata

Partendo da Larnaca di buon'ora costeggiamo la zona di confine a nord per aggirare le strade di montagna e arriviamo a Galata, un paesino minuscolo dove visitiamo una chiesa Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Panagia Podhitou è una piccola chiesa bizantina del 1502 che assomiglia ad una baita e spunta, isolata, nel verde. È appena fuori dal paese, si potrebbe arrivare a piedi ma noi abbiamo una macchina e la usiamo. Oltretutto c'è un comodo parcheggio proprio all'ingresso.

Quello che si vede all'esterno (e che sembra appunto una baita) è in realtà un 'involucro' di mattoni col tetto di paglia che custodisce la piccola chiesa che abbiamo la fortuna di trovare aperta. Sapevamo infatti che viene aperta su richiesta chiamando il numero di telefono appeso sulla porta o chiedendo del custode nel bar della piazza, cosa che probabilmente ha fatto la coppia arrivata poco prima di noi.

La chiesa ha una sola navata e presenta pitture murali dello stile italo-bizantino ma l'interno è piuttosto buio e tra l'altro è proibito fare foto (immagino quindi che non sia il caso di accendere la torcia sul telefono). 

Panagia Podhitou
Panagia Podhitou


Panagia Podhitou
Intorno alla Chiesa di Galata, Panagia Podhitou

martedì 28 novembre 2023Aggiornato il:

Una settimana a Cipro - Famagosta e il lato turco

 - post precedente: Paphos -

Diario di viaggio a Cipro
15 settembre 2023

Stamattina il nostro caro amico Maps decide di farci fare una strada alternativa per andare a prendere l'autostrada, così per qualche motivo che ignoriamo passiamo sotto all'acquedotto romano di Larnaca. Ne approfittiamo per scendere dalla macchina e fare due foto, così diamo un senso a questa deviazione non richiesta.

Oggi andiamo a Cipro nord, nella parte turca, e sono emozionata. È vero, abbiamo già varcato il confine a Nicosia, ma eravamo a piedi mentre oggi siamo in macchina e stiamo andando verso uno dei checkpoint, quello di Pergamos (dopo Pyla). Avevamo letto pareri allarmistici sulla questione checkpoint, dicevano che non si poteva attraversare la linea con un'auto noleggiata nel lato greco, ma direi che non è vero. Siamo arrivati col nostro catorcio a noleggio, abbiamo mostrato i documenti (per sicurezza abbiamo portato il passaporto) pagato una quota di 20 euro che dovrebbe valere come "assicurazione" e siamo entrate senza problemi.

Il lato turco di Cipro è completamente diverso, percorriamo un lungo tratto di strada dove sembra di stare in un luogo deserto, non una casa, non una persona. Costeggiamo una rete con filo spinato finché non ci allontaniamo dalla zona di confine e ci affidiamo ai cartelli stradali perché siamo ufficialmente in Turchia e ho dovuto togliere la connessione dati sul telefono (il signor Wind mi ha subito addebitato qualche euro solo per aver passato il confine).


giovedì 16 novembre 2023Aggiornato il:

Una settimana a Cipro - Paphos

 - post precedente: Lefkara e Nicosia -

Diario di viaggio a Cipro
14 settembre 2023

Oggi si va a Paphos (o Pafo). Il viaggio è lunghetto, dobbiamo percorrere circa 130 chilometri che scorrono abbastanza lisci fino a Limassol (o Limisso) dove il traffico è infernale. Vista dall'autostrada Limassol appare come un enorme e affollato ammasso di palazzi brutti. Non avevamo in programma di visitarla e meno male, l'idea di infilarmi in quella bolgia non mi attira per niente.

Detto ciò, appena oltrepassiamo l'ingorgo la strada torna scorrevole e riusciamo a goderci il paesaggio. 

Paphos è una città in cui, se avete tempo, consiglio di stare almeno un paio di giorni per una serie di motivi che elenco brevemente:

- la città di Paphos ha un sito archeologico talmente grande che ci va almeno mezza giornata per visitarlo tutto senza andare di corsa
- idem per le Tombe dei Re
- la città vecchia, per quello che ho visto, merita una visita
- ci sono tante spiagge (molto più belle rispetto a quelle di Larnaca)
- da Paphos è più comodo visitare posti come lo scoglio di Afrodite, Petra Tou Romiou e la penisola di Akamas

In ogni caso, pur avendo avuto una sola giornata a disposizione, siamo riuscite a vedere quasi tutto e a ritagliarci del tempo per un po' di sano relax.


Paphos, Cipro
I mosaici di Nea Paphos e un gatto che sembra il mio Filippo


sabato 11 novembre 2023Aggiornato il:

Una settimana a Cipro - Lefkara e Nicosia

 - post precedente: Una settimana a Cipro - prima parte -

Diario di viaggio a Cipro
13 settembre 2023

Ieri siamo andate a dormire davvero presto, perciò mi sveglio che è ancora notte, vado in terrazza e trovo una stellata pazzesca. Mi godo l'alba sul terrazzo e dopo colazione definiamo l'itinerario della giornata.

Prima tappa
Lefkara

Devo fare una premessa, e avvertirvi che Google Maps a Cipro funziona malissimo, per cui mettete in conto che sbagliare strada, specialmente i primi giorni, non è una probabilità ma una certezza. E che se il vostro istinto dice di andare a destra, e Maps dice sinistra, nove su dieci avete ragione voi.

Detto ciò, la strada per arrivare a Lefkara è facile e arriviamo senza intoppi, anche se Maps inizia a parlarci in greco e conviene fare affidamento alle care e vecchie indicazioni stradali almeno finché sono comprensibili.

Lefkara (o Leukara) è un caratteristico villaggio con case in pietra e porte azzurre, famoso per la lavorazione dell'argento e del pizzo. Si dice che Leonardo Da Vinci visitò questo villaggio e acquistò una tovaglia da donare al Duomo di Milano per coprire l'altare.

Camminiamo per le vie deserte di questo villaggio delizioso, dove incrociamo poche persone e qualche gatto. Troviamo un po' di gente solo quando arriviamo nella via principale, dove ci sono ristoranti e botteghe, e nella piazza della Chiesa di Santa Croce, dove c'è una caffetteria e un piccolo mercato.

Ci avviciniamo a un banco, incuriosite da uno strano dolce che ci viene gentilmente offerto in assaggio. Si chiama soutzoukos, ed è una salsiccia di mosto d'uva ripiena di mandorle o noci. Io non amo i dolci, Daniela ne è ghiotta, non è piaciuto a nessuna delle due.

La chiesa è molto bella sia all'esterno che all'interno, con il soffitto azzurro con tante stelle dipinte, decorazioni dorate e enormi lampadari.

Ci fermiamo a prendere un caffè e rimontiamo in macchina.

Lefkara
 

sabato 4 novembre 2023Aggiornato il:

Una settimana a Cipro - prima parte

Con un discreto ritardo pubblico il mio diario di viaggio a Cipro. A metà settembre ho trovato il clima perfetto: caldo ma non caldissimo, cielo sereno, temperatura dell'acqua ancora piacevolmente calda e pochi turisti in giro. 

Ho pensato a lungo se scrivere o smettere, dato che i blog a quanto pare sono roba passata, ma ho deciso che continuerò ad aggiornare Gattosandro perché è una cosa che mi piace fare. Poi se chi è in cerca di informazioni per Cipro capita da queste parti tanto meglio, sono sempre felice di condividere le mie esperienze. Per questo motivo riprendo a scrivere il diario di viaggio a puntate, il mio modo preferito per raccontare il viaggio.


Diario di viaggio a Cipro
12 settembre 2023

Arrivo a Cipro

Il volo di andata è alle 6:05, per risparmiarci la levataccia decidiamo di fare direttamente nottata, quindi partiamo da Torino in serata per arrivare in aeroporto a Malpensa e scoprire che fino alle 3.30 è tutto tristemente chiuso. Persino il distributore automatico è drammaticamente vuoto. In qualche modo passiamo il tempo, e finalmente ci imbarchiamo.

In questo viaggio siamo in tre come le Charlie's Angels, la bruna (io) la rossa (Daniela) e la bionda (Paola).

Il volo è stato piacevole, avevo il posto finestrino e abbastanza spazio per allungare le gambe provando a dormire un po'. L'arrivo è stato strano, direi deludente. Mi aspettavo di atterrare nel blu dipinto di blu e invece sono piombata nelle cinquanta sfumature di grigio. Come prima impressione Larnaca vista dall'alto mi è sembrata marrone e brutta. Per fortuna avrò presto modo di ricredermi su Cipro (che è meravigliosa) e di scoprire che è stata l'unica giornata di brutto tempo di tutto il mese (oserei dire di tutta l'estate). Infatti nel pomeriggio il cielo è diventato sereno e non si è più vista una nuvola per tutta la settimana.

L'aeroporto di Larnaca è vicinissimo alla città, aspettiamo la navetta per l'autonoleggio e entriamo in possesso della nostra vettura con cambio automatico, pronte a cimentarci con la guida a sinistra. Dany (l'autista designata) è bravissima, prende subito confidenza con le rotonde e con la macchina, un ammasso di ferraglia che arranca in salita e puzza vagamente di muffa.

EasyJet

venerdì 1 settembre 2023Aggiornato il:

Quattro giorni a Breslavia

Fare un viaggetto ad agosto in compagnia della Poison sta diventando una piacevole abitudine. Breslavia (o Wrocłow) è una città polacca di cui ignoravo l'esistenza, ma sono bastate due foto trovate in rete e sapere che c'è il volo da Torino per convincermi a visitarla. 

Devo dire come prima cosa che è stata una piacevole scoperta perché è davvero meravigliosa, ho trascorso quattro giorni intensi e bellissimi, e se avete una mezza idea di visitarla ma non siete convinti: andate, fidatevi di me.

Breslavia 

Quattro giorni a Breslavia

Diario di viaggio e consigli su come organizzare la visita


VOLO TORINO - BRESLAVIA


Siamo partite il sabato sera e rientrate il mercoledì sera. Viaggiamo con Ryanair, abbiamo fatto il check-in la sera prima e come al solito non abbiamo i posti vicini, ma tanto da Torino il volo dura poco meno di due ore.

All'andata il volo ha portato un ritardo di un'ora e mezza, quindi siamo arrivate a Breslavia alle 2 di notte. Insieme all'albergo avevamo prenotato anche il taxi, che di notte impiega circa un quarto d'ora a raggiungere il centro città. 

Se preferite muovervi con i mezzi ci sono l'autobus WRO Airport Express e l'autobus di linea 106 (che di notte viene sostituito dal 206). Arrivando in tarda serata o di notte mi sento comunque di consigliare il taxi.

Il volo di ritorno è stato un pelo più drammatico. Avremmo dovuto partire alle 20:10, siamo arrivate in aeroporto verso le 18, e dopo neanche una mezz'ora il tabellone annuncia la partenza prevista alle 21:45. Ottimo. Ad un certo punto però il volo scompare dalla lista delle partenze e compare negli arrivi (alle 00:10). Dagli altoparlanti ci invitano a recarci al gate a ritirare acqua e snack, che è una cosa molto gentile ma poco incoraggiante.

L’Aeroporto di Breslavia Niccolò Copernico (WRO) è minuscolo.
Ci siamo piazzate al tavolo del bar dove la birra alla spina è buona e costa pochissimo, ci sono le prese per caricare i telefoni e la zona fumatori è proprio lì di fianco. Ho tirato fuori le carte e mi sono preparata psicologicamente a trascorrere la nottata.

Alla fine l'aereo è arrivato e siamo partiti alle 22:15.

giovedì 29 giugno 2023Aggiornato il:

Due giorni a Lione

Succede che una coppia di amici si sposano.
Succede che Carlotta mi chiede di farle da testimone e io, felicissima accetto.
Urge organizzare un addio al nubilato, e ogni scusa è buona per un viaggetto, no?

Abbiamo pochissimo tempo a disposizione e una nuova città da scoprire.
Questo è il mio resoconto di viaggio a Lione.



Come raggiungere Lione

La mia esperienza con Flixbus [prima parte]

Abbiamo scelto Lione per la vicinanza con Torino e con la possibilità di arrivarci in autobus, dato che per i giorni e gli orari che avevamo a disposizione non abbiamo trovato altro (volevamo andare a Londra ma mi rassegno, non ci andrò mai).

All'andata devo dire che il viaggio è stato piacevole, anche se è partito maluccio: l'autista ce l'aveva con la pessima manutenzione degli autobus e se ne è lamentato per tutto il viaggio (non è molto tranquillizzante i passeggeri a bordo) e non eravamo neanche partiti che ci siamo ingolfati nella prima rotonda perché due automobilisti stavano litigando bloccando il traffico.

lunedì 29 maggio 2023Aggiornato il:

Da Palau a Olbia

Il mio breve viaggio in Sardegna si conclude con il racconto di una gita a Santa Teresa di Gallura e dell'itinerario in auto da Palau a Olbia.


Santa Teresa di Gallura

In quattro giorni sono riuscita a visitare bene la Maddalena e Caprera, con una mattinata a Santa Teresa di Gallura, raggiunta col traghetto da Maddalena a Palau più autobus. L'autobus è una soluzione piuttosto economica per arrivare a Santa Teresa, ed è vero che ci si impiega di più rispetto al proprio mezzo, ma passa da località che altrimenti non avrei visto. Si ferma per esempio in un piccolo borgo (si chiama San Pasquale) dove c'è una chiesa molto bella con un nome particolare: La Madonna che scioglie i nodi. E poi lungo la strada, dato che non dovevo guidare io, mi sono goduta il paesaggio, le caprette nei prati e l'immensa distesa di verde con poche casette qua e là.

domenica 21 maggio 2023Aggiornato il:

Caprera: cosa visitare e itinerari a piedi



Dei quattro giorni trascorsi in Sardegna, uno l'ho passato a Caprera, la seconda isola più grande dell'arcipelago della Maddalena. È un'area completamente protetta, ed è collegata all'isola Maddalena con un ponte di 600 metri chiamato il "Passo della Moneta".

Caprera: cosa visitare 

Compendio Garibaldino

Caprera è stato il luogo dove Garibaldi visse per 26 anni, fino alla sua morte (avvenuta il 2 giugno 1882). La sua residenza è diventata un museo che fa parte del Compendio Garibaldino.
Immersa nella vegetazione, la "Casa Bianca" è un'abitazione semplice composta da stanze comunicanti. In questa casa Garibaldi avviò l'azienda agricola coltivano l'orto, il frutteto, il vigneto, prendendosi cura dei cavalli. Nella stalla, il posto più caldo, si trova ancora la sua vasca da bagno.