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mercoledì 15 maggio 2024Aggiornato il:

Quattro giorni a Marrakech- seconda parte

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Diario di viaggio a Marrakech
21 febbraio 2024

Una delle cose più belle di soggiornare in un Riad è che la colazione viene servita nella terrazza. Saliamo presto (sono le 7.30 ed è ancora notte fonda) e ci godiamo l'alba che piano piano illumina il cielo di rosa. La colazione è semplice ma abbondante: pane, focaccine e crepe con burro, marmellata e miele, yogurt, frutta fresca, uova e caffè. Direi che c'è tutto l'occorrente per fare il pieno d'energia.

Attraversiamo piazza Jamaa el Fna che di mattina è così tranquilla e silenziosa che sembra un posto completamente diverso da quello visto ieri sera. Ci inoltriamo nei vicoli della Medina, dove i negozi sono ancora quasi tutti chiusi e in giro ci sono poche persone e tanti gatti. I gatti di Marrakech sono uno spettacolo, sono ovunque, bellissimi, amati, cibati e coccolati (com'è giusto che sia, ma non me l'aspettavo). Il sole filtra dalle coperture dei vicoli in legno intarsiato creando un'atmosfera davvero affascinante.

Medina


La prendiamo molto alla larga, passeggiare nella Medina con questa pace mattutina mi piace davvero moltissimo. Passiamo da Place Mouassine dove si trovano la moschea Mouassine e l'hammam Mouassine. 

Passiamo oltre e arriviamo alla prima tappa di oggi, la Medersa di Ben Youssef.
La Medersa (o Madrasa) di Ben Youssef è una scuola coranica, la più grande del Marocco, fondata nel XIV secolo. Si visitano le stanze degli studenti disposte su due piani, sono celle semplici e piccoline che affacciano su piccoli cortili interni balconati. Il cortile principale, con una grande vasca rettangolare, è porticato e i corridoi hanno alti soffitti. Le decorazioni sono impressionanti, stupende, bellissime. I mosaici con toni verdi, gli stucchi bianchi e il legno intagliato creano un'armonia e un'eleganza incredibile.

Medersa Ben Youssef


Di fianco alla Medersa c'è la Moschea Ben Youssef (non visitabile) e il Museo di Marrakech (che decidiamo di saltare). Entriamo invece a visitare la Qubba almoravide, edificio a cupola utilizzato come mausoleo per i sovrani almohadi. Se nella Medersa abbiamo condiviso la visita con un discreto numero di turisti nella Qubba siamo solo io, la Dany, la signora delle pulizie e una gatta. La cupola veniva utilizzata per le abluzioni prima della preghiera, l'acqua veniva portata dal sistema idraulico dei qanat, che terminava in un serbatoio in cui tubi di bronzo sotterranei portavano l'acqua ai bacini. La struttura aveva anche un sistema di servizi igienici, docce e rubinetti per l'acqua potabile.

La cupola faceva parte di una moschea almoravide oggi andata distrutta.

Qubba almoravide


Oggi siamo cariche, ci dirigiamo sicure verso la prossima tappa, il Museo della Fotografia, e mentre imbocchiamo un vicolo ci imbattiamo in un ragazzo che ci dice che la Medersa è dalla parte opposta. Lo sappiamo, grazie, ci siamo appena state. Allora state andando a vedere le concerie? Oggi è l'ultimo giorno, non potete perderle, vi accompagno io. Cosa fai, non lo segui il primo sconosciuto che incontri? Certo che sì. Ahmed, il nostro nuovo amico, cammina svelto per le strade polverose di una parte più popolare di Marrakech, dove ci sono bambini che corrono davanti a una scuola, donne che fanno la spesa, gente in bicicletta, anziani seduti davanti alle botteghe. Una zona assolutamente non turistica che probabilmente non avremmo visto senza una guida, perciò va bene tutto, andiamo.

Poco prima dell'ingresso in una delle concerie della zona Ahmed ci fornisce il kit anti-tanfo che consiste in un mazzetto di menta da tenere sotto al naso. A prima vista, sarà che l'odore influisce sulla capacità di giudizio, sembra una discarica all'interno di un grande cortile. È sicuramente interessante osservare le varie fasi del lavoro, guardare le persone immerse nelle vasche, inoltrarsi nel labirinto della conceria, ma mi sento un po' un'intrusa. E comunque dopo la visita dobbiamo ovviamente pagare pegno nella cooperativa di famiglia, dove Ahmed tenta di piazzarci dei comodissimi pouf in vera pelle cucita a mano, un tantino fuori misura per il misero bagaglio Ryanair, allora rilancia con le borse, e alla fine ci rifila un paio di babbucce a testa dopo una serrata contrattazione in puro stile berbero: seduti al tavolo, sorseggiando tè alla menta. Tre step di offerte, rilanci, ribassi, Ahmed sempre più sudato ma sicuro di portare a casa il risultato, la Dany che però è un osso duro e alla fine la vince lei. II tutto ciò io ho fatto solo da spettatrice, mi sono ritrovata con un paio di babbucce che probabilmente non metterò mai e il sollievo per non aver trascorso lì tutta la giornata.

Concerie


Finalmente usciamo dalla cooperativa, e finiamo in una erboristeria. Te pareva. L'entusiasmo si era però già spento, e comunque l'esperienza delle spezie, profumi, cazzimazzieintrallazzi l'abbiamo già abbondantemente vissuta ieri pomeriggio quindi prendo due cose giusto per non scontentare nessuno e direi che possiamo anche levare le tende. Allora ciao eh, grazie di tutto. E lì Ahmed perde il sorriso e mette su il muso, ma come? E a lui non diamo niente? Guarda, ti darei un paio di comodissime babbucce che non userò mai, insieme a un chilo di spezie e uno zainetto pieno di riconoscenza per l'esperienza, ma se la metti così tocca dare la mancia pure a te. 

La terrazza del Museo della Fotografia


Ce ne andiamo e finalmente arriviamo alla Maison de la Photographie, un museo ricavato all'interno di un bellissimo Riad. Sul terrazzo c'è una deliziosa caffetteria dove prendiamo un buon caffè. A Marrakech quasi tutti i locali hanno il wifi, basta chiedere la password. Devo ammettere che non mi dispiace staccare completamente la spina da internet e dai social quando sono in viaggio, ma ogni tanto poter mandare qualche messaggio a casa torna utile.


Prossima tappa: Dar el Bacha, un palazzo nobiliare del 1910 all'interno della vecchia medina che attualmente ospita il Museo delle Confluenze. Interessante la parte espositiva, spettacolare l'architettura del Riad, con un meraviglioso cortile interno. C'è anche una storica caffetteria all'interno di un cortile, ma per poterci accomodare dobbiamo aspettare quasi due ore e preferiamo lasciar perdere.


Passeggiando nella medina troviamo un locale con la licenza per gli alcolici e entriamo a berci la nostra meritatissima birra. Tra l'altro il posto è davvero molto carino, peccato che non sia vicino al nostro riad, saremmo diventate all'istante affezionatissime clienti abituali.


La terrazza del locale


Concludiamo questa intensa giornata di visite al Palais El Badi. Di questo palazzo si visitano più che altro le rovine, eppure è uno dei posti che mi sono piaciuti di più. Forse perché l'enorme cortile mi fa immaginare quanto potesse essere maestoso il palazzo, o forse perché c'erano le cicogne a presidiare i nidi sulle mura. 


Palazzo El Badi

Torniamo al nostro Riad in tempo per vedere il tramonto dalla terrazza e poi usciamo per cena. Il ristorante Cantines des Gazelles è ottimo: porzioni abbondanti, piatti appetitosi, prezzi più che onesti. Sulla bontà del cibo concordano anche i gatti della zona, che sono ovviamente dei buongustai.

Passeggiata serale e a letto presto, che domani andiamo in gita e ci tocca svegliarci all'alba.

Il tramonto dal nostro Riad

 

- continua -

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Info pratiche:

Medersa Ben Youssef
Aperta tutti i giorni 9:00-19:00
Ingresso 50 DH
Secondo me uno dei posti assolutamente da non perdere a Marrakech, infatti è sempre pieno di turisti. Per evitare la folla cercate di andare la mattina presto.

Qubba almoravide
Aperta da lunedì a venerdì 8:30-18:00
Ingresso 50 DH
Il posto è interessante ma la Qubba si vede anche dall'esterno quindi se avete poco tempo io la salterei.

Le concerie di Marrakech
Questo è un posto davvero particolare dove probabilmente non saremmo andate se non ci fossimo imbattute nel nostro "accompagnatore". Credo che ci si possa andare anche da soli, ma avere qualcuno che ti racconta i passaggi e i particolari ha sicuramente un valore aggiunto che compensa la trattativa estenuante nei negozi in cui si è poi costretti ad andare. Se volete tentare l'avventura c'è un percorso dettagliato qui

Maison de la Photographie
Aperto tutti i giorni 8:30-19:00
Ingresso 50 DH
I musei di fotografia sono i miei preferiti, quindi forse sono di parte quando dico che è uno dei posti imperdibili di Marrakech. Peccato solo per lo shop, poche cartoline, nessuna stampa, nessun gadget. Avrei speso volentieri qualcosa per dei sovenir (il mio portafoglio ringrazia). Dopo la visita salite alla caffetteria sulla terrazza a godervi un caffè con vista. 

Dar El Bacha
Ingresso 9:00-18:00
60 DH
Visto da fuori non gli avrei dato due lire, e forse è proprio per questo che l'interno è stata una piacevolissima sorpresa.

Palais El Badi
Ingresso 9:00-17:00
70 DH
Siamo arrivate poco prima della chiusura, e devo dire che i colori della sera hanno aumentato il fascino di questo posto. Uno dei più belli della giornata, per chiudere in bellezza.




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