Diario di viaggio in Cina
3 agosto 2016
Pingyao (Shanxi)
Dormire nel letto kang è stata una rivelazione, sarà stata la stanchezza ma non ho mai dormito così bene. Oggi voglio prendermela con comodo, vivermi la città con calma, lentamente. Voglio anche godermi questa casa tradizionale, e comincio facendo colazione in cortile, sotto un cielo azzurro chiaro che annuncia un'altra splendida giornata di sole.
La porta nostra stanza, con le pannocchie appese e le finestre in legno. |
Prima di dedicarmi alla città devo andare in stazione a fare i biglietti. Sbrigo la pratica in fretta, mostrando il foglio scritto per benino in cinese, con le date, il numero del treno, e anche il costo. Il biglietto è personale e riporta il numero del proprio passaporto e il cognome (noto poi che c'è scritto Simona che è il nome, ma fa lo stesso).
Per rientrare nella città antica passiamo tra le bancarelle del mercato che si trova subito prima della porta ovest, dove abbondano prodotti locali, frutta e cibo espresso. Non riesco a resistere, c'è un profumino che mi fa venire fame anche se ho appena fatto colazione.
Mi faccio fare un panino buonissimo che pago una sciocchezza (2.50 ¥, neanche 40 centesimi).
Il mercato di Pingyao |
Questa mattina Pingyao mi fa tutto un altro effetto. Sarà che di mattina c'è poca gente in giro, sarà che inizio a sentirmi a mio agio nelle vie pedonali, mi sto addirittura abituando ai veicoli elettrici che sfrecciano. Mentre ieri ho avuto l'impressione di un'accoglienza ostile, oggi ho ritrovato la sensazione di sentirmi parte di un posto. È una questione personale tra me e la città, che dipende dalle sensazioni che mi trasmette (la gente, che tra l'altro è gentilissima, non c'entra nulla).
La mattina le strade sono libere e c'è poca gente in giro |
Sbirciare nei portoni è la mia attività preferita |
Qualcuno si è fatto furbo, e invece di sudare davanti alla griglia si è inventato questo. |
Un vicolo privato |
Giriamo senza meta tra le vie, sbirciando nei cortili, osservando le favolose porte e finestre di legno, col naso in su a seguire il profilo dei tetti. E poi il cibo. A Pingyao si mangia a tutte le ore, è un continuo viavai dai ristoranti, una fila perpetua davanti alle griglie, dove l'addetto (quasi sempre un tipo smilzo con la maglietta tirata su fin sotto le ascelle e la faccia stravolta dal caldo) sforna spiedini e snack su stecco senza sosta.
Mi avvicino ad uno di questi banchetti e noto un cortile dove qualcuno sta mangiando. Chiedo se ci possiamo accomodare, e scopro che si tratta di un ostello o una guest house, perché ci sono le camere numerate che affacciano nel cortile. Scegliamo un paio di piatti dal menu appeso, e chiediamo se possiamo avere anche qualche spiedino del rosticcere di fianco.
In Italia sarebbe impensabile. Immaginate di andare in pizzeria, ordinare una margherita e qualche falafel del kebabbaro di fianco. Da bere? "Niente grazie, ho la mia Fanta presa al chiosco qua fuori". Poco poco vi cacciano via a calci.
In Cina invece tutto ciò è normale, solo nei ristoranti più lussuosi ci sono i cartelli che vietano di portarsi bibite e cibo da fuori (!).
Tornando al nostro pranzo, devo assolutamente sottolineare che la cucina dello Shanxi, e di Pingyao in particolare, è strepitosa. Piccante il giusto - ma forse ormai sono assuefatta e non lo sento più così forte - gustosa, saporita. In particolare da queste parti la salsa di soia è sostituita dall'aceto nero ( 陈醋) che ha un sapore dolce e un po' acido che si sposa benissimo con i tagliolini in brodo e con i piatti di carne.
La cortesia della proprietaria, e soprattutto i suoi sorrisi, sommati alla tranquillità del cortile e all'ottimo cibo, mi fanno amare alla follia questo posto.
Il cortile dove ci fermiamo a pranzo (le stuoie tirate giù davanti alle porte indicano che le camere dell'ostello sono occupate) |
Deliziosi spiedini speziati |
Abitazioni in restauro |
Cosa bolle in pentola? |
Uno splendido cortile |
Nelle ore più calde è impossibile stare sotto il sole, è meglio tornare in ostello. Lore preferisce la camera, l'aria condizionata, e il comodo letto su cui si spara un paio d'ore di ninna. Io invece preferisco il cortile, anche perché il proprietario ha aperto l'ombrellone e all'ombra si sta benissimo. Ho voglia di disegnare, questi posti hanno stimolato la mia vena artistica e sono una incredibile fonte di ispirazione. Trascorro un paio d'ore a ritrarre la facciata dell'ostello, mentre la moglie del proprietario stende il bucato vicino a me e ogni tanto mi sorride.
I tetti e le coperture del cortile interno |
Statue e frutti particolari |
Ricaricati e pronti per ripartire, ci spingiamo fino alla porta sud, dove c'è secondo me la zona più bella di Pingyao e i ristoranti più invitanti. Oltre la porta c'è un parco enorme, da cui si apprezza meglio il profilo delle mura. Rientriamo nella città vecchia, questa parte è proprio bella, viva, c'è un bel movimento. Scegliamo un ristorante con le panche fuori, dove oltre ai piatti tipici cucinano anche carne e pesce alla griglia. I camerieri - tutti ragazzi giovani - parlano inglese. Di fianco a noi si siedono due ragazzi italiani con cui scambiamo solo un rapido saluto. Non sembrano interessati a conversare con noi, e a me va bene così.
La cena è la ciliegina sulla torta di questa bella giornata. Il cibo è buonissimo. Sulla strada di fronte a noi i turisti - tanti - passeggiano senza fretta, i pulmini elettrici strombazzano, e c'è un furgoncino con un carico assurdo che fa manovra per passare sotto la porta decorata.
Ad un certo punto manca la corrente in tutta la via, deve essere un problema ricorrente perché spuntano fuori i generatori e la vita continua. Chi il generatore non ce l'ha si arrangia con le candele e spera che la corrente torni presto (come il ristorante di fianco al nostro).
L'aceto nero di Pingyao |
Una via defilata, più tranquilla rispetto alle turistiche vie pedonali. |
Il parco all'esterno della porta sud |
Nei pressi della porta sud. |
Il MAGICO MONDO delle traduzioni a muzzo. |
Una specialità di Pingyao |
La lunga passeggiata serale ci porta fino alla porta nord, tra bancarelle, chioschi e negozi. Ho una voglia di shopping che mi scappa da tutte le parti. Adocchio un negozio di vestiti tradizionali un po' ricercati (di qualità migliore rispetto alla marea di abiti in finta seta), ce n'è uno in particolare che mi piace ma non c'è la mia taglia. Lo provo lo stesso, quando esco dal camerino la faccia della commessa mi fa venire voglia di abbracciarla. Mi fa un sorrisone e alza i pollici che tradotto significa "ti sta benissimo!" Eh, davanti sì, ma sulla schiena la cerniera non si chiude!
Siccome devo riprendermi dal mancato acquisto mi butto su una bancarella di ocarine di ceramica, dove un ragazzino, serissimo, mi comunica il prezzo e non accetta contrattazioni. Piccolino ma tosto. Ok, paghiamo ma prima vogliamo vedere come suona, mica scemi noi. (Per la cronaca, io non so nemmeno come si suona l'ocarina, so solo che hai i buchi come il flauto in cui ero - tra l'altro - una vera schiappa).
Concertino all'aperto |
Un ristorante con giusto un paio di lanterne appese fuori. |
Dalla porta nord cerchiamo di arrivare all'ostello senza dover tornare indietro, ma l'intrico di vie è micidiale. Ci infiliamo in quella che dovrebbe essere una parallela della via principale, un gruppo di persone ci fanno dei cenni e ridono. Noi tiriamo dritti e dopo un po' ci troviamo in un vicolo cieco. Torniamo indietro, il gruppo di prima ci fa dei cenni e ride più forte.
Riusciamo a trovare la strada giusta in tempi tutto sommato brevi, considerando che le birre prese nella via pedonale sono ancora fredde (ci sono anche in ostello ma il proprietario le vende a 10 ¥, un furto). In cortile dividiamo il tavolo con una coppia di ragazzi inglesi. Poco dopo arriva una famiglia italiana, mamma papà e due bambini. Pingyao è il posto dove ho visto più occidentali in assoluto. Purtroppo le luci attirano orde di zanzare voraci, la birra ce la finiamo in camera che è meglio. Tra l'altro dobbiamo anche preparare i bagagli, domani si parte di nuovo.
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Info pratiche e consigli di viaggio:
Come ho scritto nel precedente post, per entrare in alcune attrazioni della città antica c'è un biglietto cumulativo. Io l'ho tralasciato, preferendo visitare ogni angolo senza meta e senza dover fare code all'ingresso. In ogni caso, consiglio di consultare ed eventualmente stampare la cartina che trovate qui.
Per darvi un'idea dei costi, la cena di oggi (un antipastino, una quindicina di spiedini misti, un piatto di carne e insalata mista) ci è costata 119 ¥ in due.
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Io ho adorato Pingyao! Se ti ricordo dopo la tua foto su instangram mi ero un po' preoccupata e demoralizzata perchè avevo grandi aspettative sulla città. Devo dire che Pingyao ha perfino superato le mie aspettative. ho evitato come la peste le vie centrali e per il resto mi sono goduta la cittadina. Per me supera addirittura Hoi An in bellezza.
RispondiEliminairene caloi
Questo conferma quello che scritto nel post precedente, ovvero che il viaggio è una questione personale e ci sono tantissimi fattori che influenzano le proprie emozioni e la percezione dei posti. Mi dispiace di averti fatta preoccupare, e sono felice che ti sia piaciuta. Alla fine è piaciuta molto anche a me!
EliminaChe pace che mi ha trasmesso questa città e il tuo post! Grazie queste bellissime descrizioni :)
RispondiEliminaGrazie a te!
EliminaMi ricorda Fenghuang....
RispondiEliminaChe belle inpressioni di viaggio,grazie Simona
Sono molto diverse, secondo il mio umile parere Fenghuang è molto più bella.
EliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaBellissimo diario di viaggio...a Pingyao io sono stata a metà Agosto...e "Lo Spledido Cordile" è proprio quello dove ho alloggiato!!! brava Simona! E' un piacere leggerti!
RispondiEliminaDaniela
Davvero? Bellissimo!
EliminaBelli i vicoli, bello il curiosare nei portoni, manca il disegno della facciata dell'ostello :p, che ridere leggere stupid egg - le altre traduzioni non le capisco (che vergogna). Che buono sembra il cibo!
RispondiElimina10 ¥ per una birra, ma sono dei lazzaroni.
Eh, di disegni ne ho fatti una marea, magari li pubblicherò in un post...
EliminaLo so che per noi 10 ¥ è una sciocchezza, ma quando in giro costano da 3 a 5 ¥ sembra proprio un furto! ^_^
Ci ho ripensato, e ho deciso che i miei disegni di viaggio li pubblico su tumblr (se sei curioso il disegno dell'ostello è qui: http://gattosandro-viaggiatore.tumblr.com/post/150870517083/hostel-pingyao-my-travel-sketch)
EliminaAdoro la politica dei ristoranti cinesi, ci fosse anche qui! L'aceto nero mi incuriosisce.
RispondiEliminaChe risate lo stupid egg!
Dai, le magliette per coppie sono troppo simpatiche (la Pelosa Metà sta già correndo velocissima verso l'orizzonte. No non è vero, mi dà anche troppa corda pover'uomo).
L'aceto nero avrei voluto comprarlo ma ho immaginato che sarebbe esploso in valigia e non mi sembrava il caso di rischiare ^_^
EliminaAhahaha neanche la Pelosa Metà apprezza queste carinerie? (però lui almeno ti asseconda, Lore non ci pensa nemmeno!)
Come sempre conquistato dal cibo ... e quella birra mi pare di averla bevuta anche in Italia, inun ristorante orientale (controllo tra le mie foto).
RispondiEliminaSì è la più famosa ed è quella che arriva qua da noi, ma in Cina ci sono un sacco di varianti.
EliminaTrovata a tempo di record: sì è lei TSINGTAO :)
RispondiEliminaEcco, e così ho scoperto anche il letto kang! Magari se mi metto una stufetta sotto il letto mi passa l'insonnia :-D
RispondiEliminaSe mi mettessi una stufetta sotto al letto io andrei direttamente in letargo!
EliminaE' ufficiale: i tuoi diari di viaggio mi piacciono un sacco. Racconti quel tipo di sensazione che mi piace leggere quando sento parlare di un posto, dei rumori, dei sapori, degli atteggiamenti, delle cazzate. Non so nemmeno come fai a ricordarli, io ho una memoria pessima e sono troppo pigra per prendere appunti la sera in hotel. Mi sembra quasi di vivere il viaggio con te e mi viene voglia di prendere carta e penna e seguire tutto quello che hai fatto, mangiato e visto. E' tanto che non leggo diari simili. E boh, niente, te lo volevo dire. Brava, brava, brava!
RispondiEliminaCosì mi fai commuovere!
EliminaGrazie 💜
Il 90% di quello che scrivo viene dai miei ricordi. Le info pratiche arrivano dagli appunti, dove mi segno velocemente nomi e cose che dimenticherei dopo due secondi ^_^