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martedì 23 ottobre 2018Aggiornato il:

Due giorni a Taipei: cinque posti da non perdere


Diario di viaggio a Taiwan: Due giorni a Taipei: cinque posti da non perdere
15 e 16 agosto 2018

Lo skyline che si ammira dal parco che circonda il Memoriale di Sun Yat-sen

Ferragosto a Taipei è un giorno come un altro, che comincia per me con un'incombenza. Siamo qui da una settimana e ho già una valanga di roba da lavare. Userò dunque la lavatrice che abbiamo sul balcone, se riesco a capire come funziona. Devo dire che stendere i panni è una di quelle cose che generalmente mi scoccia fare, ma quando sono in viaggio, chissà come mai, mi piace. Forse perché mi fa sentire davvero a casa.


In questi ultimi due giorni a Taipei ho visitato la città in lungo e in largo, ho preso confidenza con i suoi quartieri, le sue vie e i suoi mercati. Mi sono definitivamente affezionata ai suoni, agli odori, ai sapori, e soprattutto alle persone, che sono davvero fantastiche. Dal basso della mia umile (e limitata) conoscenza dell'Asia posso dire che a Taiwan ho trovato in assoluto il popolo più amichevole e disponibile. Sono aperti, moderni, generosi e cordiali.

Due giorni a Taipei: cinque posti da non perdere


Di tutti i posti visitati in questi due (intensi) giorni ce ne sono cinque che mi sono piaciuti particolarmente, e che inserirei nelle tappe imperdibili a Taipei:


  • Songshan Creative Park
  • Shilin Night Market
  • Beitou Hot Springs 
  • Tamsui
  • Taipei 101



Songshan Creative Park


Esposizione dell'artista Baozi

Prendi una ex fabbrica di tabacco fondata dai Giapponesi e trasformala in uno spazio artistico e culturale, aggiungi un grande parco pubblico, laboratori creativi, e otterrai questo gioiello chiamato Songshan Culture and Creative Park.

Di luoghi simili a questo, durante il mio viaggio a Taiwan, ho avuto modo di visitarne diversi, ma lo stupore resta sempre ad alti livelli e Songshan è uno dei più interessanti. Trovo che restaurare vecchie fabbriche per farle diventare centri culturali e artistici sia il modo migliore per recuperare opere del passato e dare l'opportunità ai cittadini di avere un luogo dove trascorrere del tempo in maniera creativa e costruttiva.

Songshan Park è bello anche e soprattutto esteticamente. Il parco ha un piccolo laghetto e si sviluppa intorno alla ex fabbrica, dove ci sono installazioni artistiche e grandi tavoli con panche. All'interno la struttura è suddivisa in saloni dove ci sono laboratori e botteghe artigiane, con oggetti fatti a mano, dipinti, ma anche abiti, gioielli, scarpe. Un luogo che è una grandissima fonte di ispirazione, dove probabilmente andrei col mio blocco da disegno nei pomeriggi liberi, se avessi la fortuna di abitare qui.

Vicino al parco c'è un grande centro commerciale, Eslite, che chiamarlo centro commerciale è riduttivo. È un posto dove si trova la più bella libreria in cui sono mai stata, negozi con laboratori in cui si può ad esempio imparare a costruire oggetti di legno e botteghe artigianali. Nel piazzale di fronte ci sono un sacco di cabine con delle cuffie dove si può ascoltare musica.
Probabilmente è il posto più bello dove acquistare souvenir originali fatti a mano.

Installazioni artistiche

Un padiglione della ex-fabbrica convertito in laboratorio artigianale

Un laboratorio di serigrafia


Uno dei loft con i progetti artistici e i banchi di oggetti artigianali
(lì ci sono io in ammirazione totale)
Cabine musicali



Un post condiviso da Simona Zanellato (@simo_ciccola) in data:

Songshan Cultural and Creative Park
Metro Blue Line Taipei City Hall station
Tutti i giorni dalle 9 alle 18


Shilin Night Market


Shilin Night Market

Taipei è famosa per i suoi mercati notturni, dove è possibile assaggiare piatti tipici a prezzi economici passeggiando tra le bancarelle affollate. Shilin è un mercato ordinato e caotico allo stesso tempo. Si trova in una zona a nord di Taipei immersa nel verde, oltre il fiume Keelung. La metro qui corre all'esterno, ed è bellissimo poter vedere la città dal finestrino. Nei dintorni di Shilin si trova il Santuario dei Martiri e la ex residenza di Chiang Kai-shek, che noi però saltiamo.

La metro ci lascia proprio all'imbocco del mercato, che si sviluppa su un'area enorme e comprende sia le vie principali che le viuzze limitrofe. Qui si trova di tutto, c'è l'imbarazzo della scelta.
Attirata dal buonissimo profumo assaggio un ottimo succo di mandorle, e subito dopo un paio di spiedini. Devo dire che rispetto al concetto di mercato notturno a cui ero abituata in Cina, dove tavoli e sedie vicino alle bancarelle non mancano mai, qui è puro street food da consumare in piedi davanti ai banchetti o passeggiando. Le persone si siedono nei pochi spazi disponibili, addirittura nel cortile di un tempio, dove c'è un sacco di gente seduta sui gradini con ciotole e sacchetti di cibo. In giro, oltretutto, non c'è l'ombra di un cestino.

Ci decidiamo ad entrare in un ristorante con i tavoli all'interno, perché lo street food mi stimola l'appetito ma non mi sazia. Il servizio è semplice e il cibo ottimo. Prendo un Hamburger con noodles spessi (abbinamento bizzarro ma ho una fame da lupi e spazzolo tutto con gran gusto) bevendo una birra ghiacciata. Compresa nel prezzo c'è anche un cono gelato a fine pasto, cosa vuoi di più?

Mercato notturno a Taipei significa anche divertimento. Infatti sembra un po' di stare alle giostre, anche se alcuni stand sono abbastanza strani. Ad esempio c'è il gioco della bottiglia (bisogna stare in equilibrio senza far cadere la birra), ci sono un sacco di bancarelle con un gioco che assomiglia al pachinko, e poi il classico tiro al palloncino. Non so se l'ho mai detto, ma io sono una cecchina mancata, e mi piace un sacco sparare (ad oggetti inanimati eh, sia chiaro).

Sono abituata a sparare col fucile, mentre qui le opzioni sono due: pistola o mitra (!). Lascio il mitra ai provetti Rambo e prendo la pistola. Un paio di tiri per capire come prendere la mira, e mi porto a casa un'infilata di palloncini scoppiati battendo il mio record personale (per darvi un'idea dello spirito del sicario che si impadronisce di me quando ho un'arma in mano, mica sparo ai palloncini fissi, naaa troppo facile, io sparo a quelli in movimento che girano tipo trottola) e un premio striminzito, assolutamente inadeguato al risultato.

Tornando al cibo da strada, ho notato che oltre ai piatti classici come l'omelette di ostriche e il famigerato tofu puzzone, i taiwanesi vanno pazzi per la cotoletta di pollo fritta, che da mangiare passeggiando proprio comoda non è. Te la mettono in un sacchetto di carta, ustionante, unta quanto basta e enorme. Ma come fai a mangiarla così?

Concludo con l'onnipresente bubble tea, che è una droga che dà dipendenza. Lo ammetto, sono stata un po' snob col bubble tea e ho più volte rifiutato di assaggiarlo. Poi l'ho bevuto e ho scoperto che è la bevanda più buona del mondo e taaac, dipendenza istantanea. Ma voi lo sapete che le perle nere sono di tapioca? E che hanno un delizioso gusto che ricorda la liquirizia?
Il tizio di Taiwan che se l'è inventato è assolutamente un genio.
Non fate come me, non snobbate il bubble tea, fidatevi.

Shilin Night Market

Shilin Night Market

Bancarelle di street food


Shilin Night Market
MRT Red line per Jiantan station (la stazione Shilin non va bene per il night market!)


Beitou Hot Springs


Beitou (stradine tranquille e stabilimento termale pubblico)

Beitou è ricca di fonti calde che contengono hokutolite, una pietra minerale che esiste solo qui e in alcune località termali giapponesi. Durante l'occupazione giapponese furono aperte diverse terme, dove ancora oggi la gente si immerge per godere dei benefici terapeutici.

Raggiungiamo Beitou da Taipei con la linea rossa della metro, che si collega alla linea rosa Xinbeitou che effettua una sola fermata per la zona termale. Il treno che effettua questo tragitto ha vagoni speciali con interni in legno e schermi che introducono la visita.

Beitou ha un piccolo centro abitato dove tutto sembra fermo agli anni 60. Arriviamo di mattina presto, troppo presto, dato che è ancora tutto chiuso. Passeggiamo allora con calma nel parco centrale, dove l'acqua delle sorgenti arriva nei piccoli fiumi che lo circondano. La vecchia biblioteca col tetto di legno e le pagode all'interno del parco sono bellissime. Le terme pubbliche sono gremite di gente, per lo più anziani, e sono le più economiche. Per potersi immergere è necessario avere il costume adatto (non pensate di poter entrare in bikini) e se non ne siete provvisti lo potete acquistare all'ingresso insieme al biglietto.

Intorno al parco ci sono hotel che offrono servizi termali ad una cifra decisamente sopra le nostre possibilità finanziarie. Questo non è un posto economico, ma ci sono molte cose visitabili gratuitamente, come la valle termale (che ha un negozio di souvenir delizioso dove lavorano persone disabili) e il museo di Beitou.

Il tempo è variabile all'estrema potenza, nel senso che si va dal sole che spacca le pietre alla tempesta tropicale nel giro di poche ore. La pioggia intensa ci sorprende in una stradina alberata dove non c'è alcun riparo, così scendiamo giù per la collina e raggiungiamo una sala da tè dove cerchiamo di asciugarci un po' sotto al portico. Le signore sulla porta ci fanno segno di entrare ma io guardo quel pavimento di legno immacolato e penso ai miei piedi fradici anche senza scarpe, non oserei entrare per niente al mondo. Decidiamo di proseguire per la nostra strada ringraziando per l'ospitalità, e la signora non ci lascia andare via senza ombrello, ricordandomi ancora una volta che mi trovo in uno dei paesi più ospitali di tutti quelli visitati fin'ora.

(Naturalmente, ora che abbiamo l'ombrello non piove più).

Beitou Thermal Valley

Il parco pubblico di Beitou


Acqua termale

Beitou
MRT Red line per Beitou e treno (linea rosa) per Xinbeitou. In stazione, oltre a trovare i timbri di cui vado matta, ci sono cartine e opuscoli per visitare facilmente la zona termale.

Tamsui


Decido di visitare Tamsui perché si trova non troppo distante da Beitou. Non ho grandi aspettative, so che è un porto, ma non so altro. Ne resto piacevolmente sorpresa perché mi ritrovo in un paesino che si sviluppa lungo il fiume Tamsui che sfocia nel Mar Cinese. Di fronte alla costa di Tamsui si trova Bali, raggiungibile in traghetto. Dal porto partono anche le crociere che risalgono lungo il fiume per raggiungere Taipei.

In Tamsui Old Street ci sono case tradizionali e botteghe, e troviamo un grande mercato cittadino dove bisogna scansare i motorini ed evitare di farsi investire dalle auto, dato che i banchi sono sul marciapiede. Addentrandoci nelle viuzze arriviamo poi in una sorta di mercato coperto dove le macchine non passano.

Il mercato coperto, guardando bene, è molto particolare. Siamo praticamente in una via interna su cui affacciano i garage delle case, all'interno dei quali la gente vende la propria merce che va dalle pentole alla carne esposta su tavolacci di legno, in cui non credo che gli standard igienici (come li intendiamo noi) siano rispettati. Io adoro quella che ai miei occhi da occidentale sembra una spudorata mancanza di regole (io la chiamo anarchia asiatica), se penso soprattutto al fatto che Taiwan è un Paese molto ricco e tecnologicamente avanzato.

Lasciamo il mercato e ci spostiamo al porto passando dal tempio della città, dove accendiamo gli incensi per la nostra preghiera quotidiana. La passeggiata sul fiume è ampia e il panorama è così bello che voglio godermelo dalla terrazza di una birreria, che vista l'ora è vuota. Al piano di sotto c'è un ristorante dove si può mangiare con i piedi a mollo nelle vasche dove ci sono i pesciolini pulitori, su cui potrei attaccare un pippone galattico e polemico che riassumo così:
a) mi fa ribrezzo anche solo l'idea di farmi mangiare i piedi da un branco di pesci affamati;
b) siamo sicuri che sti poveri pesci sono felici di banchettare con la pelle morta dei piedi della gente?

Nel caso in cui il discorso piedi/pesci non vi abbia tolto l'appetito, a Tamsui ci sono due specialità che vengono vendute anche come souvenir: le uova nere (che prendono questo colore perché vengono marinate con la salsa di soia) e il tofu fritto (che ormai non mi fa nemmeno più tanto schifo, devo essermi assuefatta all'odore pestilenziale).

Tamsui

Il panorama dal porto di Tamsui: quella laggiù è Bali

Terrazza, panorama e birrette

Tamsui Old Street

Tamsui
MRT Red Line per Tamsui station (che è il capolinea). Dalla stazione si va verso sinistra sulla Old Street che porta al porto e al lungofiume.


Taipei 101


Concludo questo post infinito con la quinta esperienza da fare a Taipei, oserei dire la più bella, dato che per me è un sogno che si avvera.
Tra tutti i grattacieli su cui sono salita durante i miei viaggi, Taipei 101 è di sicuro il più originale. Al suo interno c'è una gigantesca palla che funge da pendolo per ammortizzare la forza dei tifoni e dei terremoti (eventi che si manifestano frequentemente a Taiwan). Tutta la costruzione si basa sulle regole del feng shui e ci sono elementi ricorrenti del simbolismo cinese come il numero 8, che porta fortuna.

L'interno del grattacielo racchiude un centro commerciale con negozi di lusso e la biglietteria (al 5° piano) ha molte casse ed è ben organizzata. Nonostante ci sia parecchia gente la coda si smaltisce abbastanza in fretta e in pochi minuti ci mettiamo in fila per gli ascensori, che in pochi secondi ci catapultano all'89° piano dove si trova l'osservatorio.

La vista di Taipei da quassù è impressionante, le macchine che percorrono i corsi principali sembrano delle formichine che avanzano lente. Siamo a 382 metri d'altezza, le pareti di vetro sono inclinate e ci sono alcuni punti in cui anche il pavimento è trasparente (giusto per mettere alla prova chi soffre di vertigini).

Al piano inferiore si trova il pendolo, mentre al 91° piano c'è l'osservatorio esterno.
Restiamo a guardare il panorama che si colora di rosso, mentre comincia a fare buio e i palazzi si illuminano. Taipei di notte dà il meglio di sè, si colora di magia ed è bellissima.

Per tornare giù c'è molta più coda, ma ci sbrighiamo abbastanza in fretta. Tra i turisti in attesa di prendere l'ascensore c'è un gruppo che parla italiano, è la prima volta che sento parlare la mia lingua da quando sono qui e mi rendo conto di quanto sia intransigente nei confronti dei miei connazionali, dato che mi infastidisce il loro tono di voce (troppo alto e fuori luogo, per i miei gusti).

Quando arrivo giù ho le orecchie tappate e un persistente senso di vertigini, ma sono felice perché ho esaudito un desiderio. E ora sono pronta per i prossimi.

Taipei 101


Taipei 101: panorama, trasparenze e riflessi

La città al tramonto

Panorama dall'osservatorio (cala il sole e la città si illumina)

Se penso che ero lassù mi tornano le vertigini

Taipei 101
Osservatorio: Intero NT$ 600
Col pass giornaliero MRT ho avuto diritto al biglietto ridotto (540 NT$) + uno sconto al bar dell'osservatorio (due gelati al prezzo di uno) e altri sconti al negozio di souvenir.
Per accedere all'osservatorio è necessario un abbigliamento decoroso (niente braghette corte e ciabatte).

MRT Red Line per Taipei 101 Station


6 commenti:

  1. Quanto mi fai sognare!!!!! Grazie Simona

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  2. L'ultimo posto è suggestivo per ciò che puoi vedere... proprio città.
    Il penultimo non mi dice niente, mentre i primi tre... ecco:
    1) la fabbrica (anzi ex tale) mi piace un sacco... amo quegli ambienti così -comunque appunto sembra di essere in occidente.
    2) le terme: rilassanti e "naturali" al sol vedere le foto.
    3) mercato-giostra-lunapark notturno: il mio preferito.
    Amo i posti che brulicano di gente, caos ordinato (come hai scritto), mangi e ti diverti spendendo poco.
    P.s. ma senza bidoni dell'immondizia... come avete fatto?

    Moz-

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    Risposte
    1. Funziona come in Giappone, ti porti dietro i rifiuti e li butti appena trovi un cestino (che in genere si trova nelle stazioni della metro o nei 7eleven). Oppure mangi davanti alle bancarelle e la carta la lasci a loro che sapranno dove buttarla :)

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  3. ... Ci manca... ci è venuta voglia di farci un giro...

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Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.



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