Icona-facebook Icona-google+ Follow Me on Pinterest Icona-facebook

lunedì 4 giugno 2018Aggiornato il:

Allergie alimentari - cosa sono e come ci si convive

Nei miei racconti di viaggio il cibo è molto presente. A volte non ricordo bene cos'ho visitato in una città ma stai sicuro che ricordo perfettamente cos'ho mangiato, specialmente se mi è piaciuto.
Durante il meeting di Travel365 ho avuto modo di parlare moltissimo di cibo in viaggio, e mi sono detta cavolo, quando scrivo di piatti tradizionali e ricette locali io mica ci penso che magari molta gente queste cose non le può mangiare (illuminante la chiacchierata con Nonna Paperina, che mi ha raccontato delle sue ricette per chi è intollerante al glutine, nichel e lattosio).


Vorrei riuscire a capire cosa può fare una persona che scrive di viaggi ad essere utile in questo senso,  vorrei riuscire a raccontare un piatto anche in base agli ingredienti che lo compongono. Ci tengo davvero a continuare a parlare sul blog di cibo ed esperienze culinarie senza escludere chi certe cose non le può mangiare. Ma prima di tutto devo capire cosa sono le intolleranze e le allergie (e come ci si convive) così mi sono rivolta ad un'amica esperta in materia.

Lei si chiama Gilda, ha un blog che si chiama Non Può Essere Vero, e nel 2001 ha scoperto di avere una grave allergia alimentare che le ha cambiato la vita (ma non le ha tolto l'allegria).





Ciao Gilda, ti dico subito che non sono brava a intervistare, diciamo che il giornalismo non è il mio mestiere (e si vede). Ho diverse domande per te, e comincio con questa, così ci togliamo subito il dubbio.

Allergia e intolleranza, puoi spiegare la differenza?


Ciao Simo e come prima cosa: grazie. Grazie perché è difficile che qualcuno dia spazio a quelli come me e apprezzo sempre tanto. Aggiungo poi che tu non sarai una giornalista e io non sono un medico, quindi sicuramente non sono brava a spiegare con termini medici queste cose, ma un'idea negli anni me la sono fatta, quindi ci provo.


Le allergie sono una risposta errata del sistema immunitario a determinate sostanze, nel mio caso alimenti che vengono riconosciuti come nemici da abbattere. L'organismo, nel momento in cui entra in contatto con l'allergene, manda un segnale d'allarme che coinvolge differenti apparati: pelle, cuore, vie respiratorie, sistema nervoso, apparato gastro-intestinale. Non è detto però che tutti gli apparati vengano coinvolti contemporaneamente.

Le intolleranze invece sono causata dall'incapacità dell'organismo di assimilare determinati alimenti.
Ad oggi, che io sappia, l'unica intolleranza riconosciuta a livello medico è quella al lattosio, che si diagnostica con il breath test.
Discorso ancora diverso per la celiachia che molti pensano sia un'allergia è un'intolleranza, ma che in realtà è una malattia auto immune a causa della quale si ha un'infiammazione cronica dell'intestino tenue.


Io ti leggo sempre, ma per chi non ti conosce hai voglia di raccontare di cosa soffri?


Io sono un soggetto poliallergico grave, ovvero sono allergica a numerosi alimenti in modo particolarmente grave. La causa di (quasi) tutti i miei mali si chiama LTP, ovvero una proteina contenuta in parecchi alimenti. All'allergia a questi alimenti, se ne aggiungono altre, praticamente sono più le cose che non posso mangiare che quelle che posso mangiare.

Io non sono nata allergica, ma lo sono diventata a 14 anni. Sono partita da nove alimenti che, purtroppo, negli anni, sono aumentati. Un tempo tolleravo le tracce (hai presente la dicitura potrebbe contenere tracce di presente nelle etichette?), ad oggi ho perso anche quella e dubito che la riacquisterò.

Ho anafilassi continue e spesso immotivate, visto che chiaramente non entro minimamente in contatto con ciò a cui sono allergica, dovute a nuove allergie che compaiono a caso e a contaminazioni dei cibi non dichiarate.



Quando viaggi hai difficoltà a trovare posti in cui sei sicura di poter assaggiare dei piatti senza paura di finire all'ospedale?


A volte si, a volte no. Io amo viaggiare e non intendo smettere di farlo, ma in alcuni casi è stato più complicato che in altri. Per scelta però evito posti troppo remoti e da dove sarebbe troppo complicato raggiungere un ospedale, nonostante io abbia sempre con me i miei farmaci salvavita.


Ti sembrerò ripetitiva e un po' invadente, ma quando vai all'estero ti senti sicura? Penso ad esempio all'eventualità di doverti esprimere in una lingua non tua in una situazione d'emergenza. Oppure al dover spiegare in aeroporto come mai ti porti dietro l'adrenalina (te la porti sempre dietro, vero?)


Non sei affatto invadente! L'adrenalina (due iniettori almeno) viene con me ovunque, ho un certificato che accompagna i miei farmaci in cui è spiegato il motivo per cui li ho, ma posso dirti che fino ad adesso nessuno mi ha mai fatto problemi in aeroporto, non mi hanno davvero mai chiesto nulla (e chiaramente, tenendo i farmaci in borsa, passa con me il controllo al metal detector).

All'estero, ehm, anche lì dipende. Ti faccio una premessa: io cerco sempre di imparare il nome degli alimenti a cui sono allergica nella lingua del posto: non che poi sappia dirli, ma almeno li ho scritti, di modo che possa avere un aiuto. Questo è un po' più complicato quando la lingua del posto in cui vado non è scritta in caratteri latini. Di recente ho avuto qualche problema a leggere le etichette in Bulgaria visto che non ho nessuna conoscenza dell'alfabeto cirillico, ma complice il fatto che dovevo rimanere solo due giorni e che mia mamma mi aveva riempito la valigia di cibo sicuro sono sopravvissuta.

Ho avuto qualche difficoltà ad Amsterdam invece, trovare cibo sicuro è stato difficile e alla fine abbiamo praticamente sempre mangiato al Mc Donald's che ha una lista allergeni precisa e scritta in inglese, se vuoi farti un'idea ne avevo parlato qui.

In altri posti non ho avuto particolari difficoltà, certo spesso non posso assaggiare le cose tipiche del posto e questo ammetto che mi dispiace, ma pazienza.

La mia fortuna è che parlo inglese abbastanza bene e che, spesso, basta dire "allergy" senza aggiungere altro per far si che tutti siano attenti, il problema comincia quando vai in un paese in cui non si parla inglese (e ce ne sono, eccome se ce ne sono).



Cosa posso fare, io che scrivo di viaggi, ad essere utile per chi come te ha esigenze particolari? 

Io scrivo moltissimo di cibo, mi piacerebbe capire come inserire una sorta di bollino su ogni piatto (tipo "Is good for G" questo lo può mangiare anche Gilda). 

Questo è l'argomento che mi sta a cuore particolarmente, perché vorrei non solo che la gente capisca quanto è vitale per te evitare determinati cibi, ma vorrei che fosse riportato ogni volta che parlo di cibo, sotto ad ogni foto di un piatto che pubblico. Non so se è possibile, ma il mio progetto è questo. Certo è sicuramente più semplice indicare i piatti Gluten free, per esempio (cosa che voglio comunque fare) ma ci voglio provare. Tu cosa ne pensi?


"Is good for Gilda" mi sa che è un po' difficile perché sono proprio troppi gli alimenti a cui sono allergica, però ammetto che un aiuto enorme potrebbe essere un bollino che indica la totale assenza, anche in tracce, della frutta a guscio e delle arachidi. Io sono allergica a tante cose, ma niente è complicato quanto la frutta a guscio che è presente praticamente ovunque, anche dove non te lo aspetteresti mai.

Rarissimo riuscire a trovare alimenti privi di frutta a guscio, a differenza degli altri alimenti che invece, tutto sommato, li gestisco molto bene: difficile trovare tracce di fragole (per dirne una) nei cibi, idem per i piselli o la lattuga.

Difficili da gestire sono anche le allergie alle proteine del latte, al sesamo e alla soia che io, però, ad oggi non ho (e che spero di non avere mai). Fortuna vuole che grazie ai vegani adesso esistono linee di prodotti e ristoranti privi di latticini e uova (altro alimento l'allergia al quale è molto diffusa) è questo aiuta, anche se bisogna sempre chiedere e controllare che non ci siano eventuali tracce.



Applicando le tue risposte al mio modo di viaggiare, che mi porta spesso in Asia, ne deduco che avresti dei problemi ad esempio in Vietnam (dove cucinano spesso con arachidi). È corretto?


Esattamente Simo. Io non conosco la cucina vietnamita, ma di base se utilizzano molto le arachidi posso dirti che è abbastanza probabile che possa esserci molta contaminazione anche nei cibi che di base non prevedono le arachidi. E aggiungo anche che non ho idea se in Asia abbiano una normativa sugli allergeni come quella che abbiamo in Italia (e in Europa), ma nel caso in cui non ce l'abbiano ti dico che avrei paura a mangiare :D

Frequenti mai ristoranti etnici?


Io ho la fissa per la cucina giapponese, ma ho frequentato solo ristoranti giapponesi in Italia (all you can eat e non), quindi mi viene da pensare che non sia la stessa cucina giapponese che si trova in Giappone e idem per quella cinese (che non è la mia cucina del cuore, ma frequento i ristoranti cinesi).

A Milano mi capitava di andare spesso a China Town e lì credo che molti ristoranti siano abbastanza simili a quelli che si trovano in Cina e avevo qualche problema a capire che ingredienti ci fossero in un determinato piatto, quindi...




Un ultima cosa. Ti spiace farmi l'elenco di tutto quello che non puoi mangiare?*


Frutta a guscio
Pinoli
Lupini
Ciliegie
Albicocche
Susine
Pesche
Nespole
Prugne
Pere
Mele
Fichi - Kiwi
Fragole
Frutti di bosco
Arance
Mandarino
Piselli
Fagiolini
Lenticchie
Fagioli
Fave
Asparagi
Lattuga
Indivia - Radicchio
Frumento (o grano)
Arachidi
Senape
Solfiti/metabisolfiti/bisolfiti (da E220 a E228)

*Ho chiesto a Gilda questo elenco per cercare delle foto che potessero andare bene per questo articolo. Lista sottomano, guardo le foto dei piatti e ho serie difficoltà a capire potrebbe mangiarli o no. Alcuni sembrano ok, ma poi guardo meglio e lì c'è una salsina, lì una foglia di lattuga... è difficilissimo. 

E pensare che per lei è una cosa che fa parte della tua quotidianità mi lascia senza parole.


È quello Simo, proprio quello. Non è l'alimento in se, di cui uno può farne a meno, ma i piatti in cui quell'alimento è contenuto. Guardandosi intorno ci si rende conto che alcune cose sono ovunque (la lattuga è onnipresente e mi prendono per scema quando chiedo cortesemente di non usarla come decorazione).
In realtà posso dirti che ci si abitua a tutto, io ho avuto la fortuna immensa di avere vicino persone favolose che mai nella vita mi hanno fatto pesare qualcosa e questo aiuta molto.

E poi eh, basta trovare il lato positivo, io non mi saprei vedere senza allergie :)



Ringrazio di cuore Gilda per avermi dedicato il suo tempo.  
Se volete conoscerla un pochino meglio o volete approfondire qui trovate una bellissima intervista (dove si analizza l'aspetto psicologico di chi soffre di allergia) e questo è invece un post scritto da lei (un post cupo in cui parla delle sue paure, una in particolare).


Grazie a questa chiacchierata, e leggendo ultimamente alcuni commenti sui social ho (purtroppo) capito che:

  • si fa molta confusione tra intolleranze e allergie
  • molta gente pensa che sia una "moda"
  • alcuni credono che dire di non poter mangiare determinati cibi sia un capriccio
  • per alcuni invece è addirittura un fastidio, e chi soffre di allergie o intolleranze non dovrebbe mangiare fuori per non mettere in difficoltà i ristoratori


Lascio a voi i commenti.









12 commenti:

  1. Bellissimo Simo, grazie di cuore 😍😘

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te! Che se sempre molto disponibile, che mi hai fatto capire meglio la questione, e che mi hai fatto scoprire il magico mondo degli allergeni �� (hai creato un mostro��).
      Spero di essere stata il più precìsa possibile.

      Elimina
    2. Precissima Simo, sei un mostro molto preciso 😘😘😘

      Elimina
  2. complimenti per l'articolo. durante il viaggio in Vietnam pure io, pur non avendo né allergie né intolleranze, mi sono ritrovata a pensare alla pericolosità dei piatti, dove le arachidi molto spesso non venivano nominate. figurati che una volta avevamo una sete porca è abbiamo ordinato un succo di tamarindo. ecco, sono riusciti a mettere le arachidi anche nel succo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente credo che il Vietnam sia una meta difficile per chi ha allergie o intolleranze. Soprattutto per le allergie sarebbe complicato evitare le contaminazioni.

      Elimina
  3. E perdipiù sono tutte cose che amo :(
    Conosco Gilda e ho seguito diversi suoi post a riguardo... c'è tanto da capire e da imparare, in merito.
    Non riesco a immaginare il casino di essere sempre all'erta... anche e soprattutto in viaggio...

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma infatti io la stimo tantissimo in generale ma soprattutto per come gestisce la sua allergia.
      Probabilmente se avessi un'allergia alimentare non avrei fatto molti dei miei viaggi.

      Elimina
  4. Ciao Simona, era tanto che non passavo da queste parti. Bellissima intervista, un argomento interessante e ti ringrazio perché mi hai fatto scoprire Gilda che semplicemente adoro :)
    Posso soltanto immaginare quanto sia difficile la gestione di un'allergia tanto grave, io ho un zio celiaco (vero, non per moda) e so quanto sia difficile evitare la contaminazione, facciamo tutti sempre un'estrema attenzione.
    Grazie anche per aver spiegato bene le differenze tra allergia, intolleranza e celiachia, tutte troppo spesso confuse. Penso ci sia ancora troppa ignoranza e superficialità verso questo argomento, ho trovato giustissimo parlarne. Grazie ancora :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Daniela!!!
      Penso che ci sia bisogno di parlare di queste cose, io per prima ne so molto poco e mi sembra incredibile giudicare senza prima informarsi. Grazie a te per essere passata di qua, mi fa sempre molto piacere :)

      Elimina

Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.

(Mi trovo costretta a inserire temporaneamente la moderazione ai commenti dei post più vecchi per tenere a bada lo spam. Abbiate pazienza, lo tolgo appena riesco a risolvere il problema).

Info sulla Privacy