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lunedì 10 dicembre 2018Aggiornato il:

L'inquietudine del drago






Antonella Moretti, la mia amica del blog Cucinanto, ha scritto un nuovo libro. Dopo "Prezzemolo & Cilantro", in cui le storie di alcune donne si intrecciavano raccontandoci le gioie e i dolori del vivere in un paese, la Cina, così diverso dal nostro (ne avevo parlato qui), "L'inquietudine del drago" si divide tra Shanghai e Milano, dove si sviluppano temi forse più profondi, come la ricerca delle proprie radici e la difficoltà di fare scelte importanti.


Maia è una ragazza un po' viziata e ingenua che si trova a partire per la Cina senza avere idea delle difficoltà che dovrà affrontare. Emma vive una situazione interiore che succede spesso a chi vive all'estero: sente la lontananza dagli affetti che ha lasciato in Italia, ma quando torna nel suo Paese si rende conto che non è più il posto giusto per lei. L'amore, corrisposto o meno, gioca un ruolo fondamentale per entrambe.


A differenza del primo libro, in cui le donne sono le protagoniste assolute, "L'inquietudine del drago" inserisce tra i personaggi due figure maschili con sentimenti potenti e genuini, che ho davvero amato. Lele, ragazzo cinese nato in Italia con un disperato bisogno di conoscere le sue origini, e Shen, uomo cinese capace di amare nonostante le difficoltà.


C'è tanta Shanghai in questo libro, ne ho quasi sentito l'odore mentre leggevo avidamente le pagine per conoscere il destino delle storie che si incrociano. Una Shanghai piena di bellezza, di contrasti, di cultura, ma anche di opportunità e aspettative a volte deluse, in cui è facile perdere il controllo, farsi ingannare dalle luci che ammaliano.

C'è anche Milano, che rappresenta la consapevolezza di chi siamo, ma anche di chi vogliamo essere. Di qual è il nostro posto nel mondo, con tutte le conseguenze del caso. La mia natura romantica gongola al pensiero che alla fine è il sentimento il motore che spinge a prendere le decisioni più complicate.

Mi sono divertita, mi sono commossa, mi sono immedesimata in alcuni personaggi e ho provato antipatia per altri. Spero che ci sarà un seguito (non c'è due senza tre), nel frattempo vi consiglio di leggerlo.


→ Lo trovate qui (versione cartacea o Kindle)



Se volete leggere altre recensioni, ne hanno parlato anche altre amiche blogger:

Piccioni viaggiatori fritti
Il profumo del tatami
Bacchette e forchette


3 commenti:

  1. Grazie per la recensione Simona 😊 sembra molto interessante, mi segno il titolo del romanzo!

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  2. Nice blog post….thanks for sharing it..
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