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giovedì 18 novembre 2010Aggiornato il:

La prima volta in Egitto

Era il 2000, per la prima volta uscivo dall'Europa. Il mio primo viaggio con Lore, il primo volo, la prima volta in Nord Africa. 10 anni fa l'Egitto mi sembrava lontanissimo, poi è quasi diventato una seconda casa per me. Sharm El Sheik era un paesino nel deserto, Naama Bay era solo una via con qualche negozio e due locali: Hard Rock Cafè e Bus Stop (il nostro locale preferito, che ora non c'è più).
Gli egiziani non avevano ancora idea di quanti soldi potessero fare con i turisti, si passavano ancora interi pomeriggi da Giovanni a scegliere papiri, contrattare sul prezzo, bere karkadè.

Abbiamo volato con la compagnia egiziana, e le 4 ore di volo mi sono sembrate infinite. Quando finalmente è comparso il Mar Rosso sotto di noi e ho visto per la prima volta la barriera corallina, ero già molto emozionata. Appena ho visto la terra egiziana, deserto roccioso e nient'altro, mi sono chiesta in quale posto sperduto stessimo andando. Qua e là qualche albergo, si vedevano le piscine, e intorno niente, solo il colore arancio-ocra della terra. Uscendo finalmente dall'aereo l'impatto con il clima egiziano è stato molto simile a due schiaffoni in piena faccia, una temperatura così calda da togliere il fiato.

In aeroporto abbiamo conosciuto il ritmo egiziano, piuttosto lento e inquietante, al controllo passaporti mi guardavano con facce serie serie, io li guardavo intimorita e questi vedendo la mia espressione scoppiavano in  una risata di simpatica presa in giro! Ma quali facce cattive?? Ho provato una simpatia istantanea.
Il pulmino da circa 20 persone ci ha caricati nel piazzale appena fuori l'aeroporto, eravamo in quattro gatti. Il nostro accompagnatore ci ha spiegato alcune cose, le stesse che abbiamo sentito ripetutamente negli anni seguenti, ma che quel giorno, essendo novità per noi le abbiamo ascoltate con molta attenzione.

Il villaggio turistico, posto in cui non ero mai stata prima, mi è sembrato di gran lusso. Eravamo in tutto sì e no 25 persone, c'era più gente dello staff che ospiti, quindi abbiamo fatto amicizia con tutti in pochi giorni. La spiaggia era distante dall'albergo, zona Ras Umm Sid. Ci si andava con la navetta, parola che poco aveva a che fare con quello che in realtà era: un trattore guidato da un anziano che passava il tempo ad aggiungere acqua al radiatore, con attaccati due vagoni tipo giostre dei bambini!

La spiaggia si trovava su un tratto roccioso a picco sul mare, in cui si entrava da una passerella che portava oltre la barriera corallina. Ho dovuto prendere coraggio per entrare in acqua, perchè era profonda 80 metri e io non ero brava a nuotare... ma l'acqua è talmente salata che tiene a galla, così in pochi giorni ho preso confidenza con il mare. Migliaia di pesci di tutti i colori, i diversi tipi di corallo, come ho potuto vivere così tanto tempo ignorando l'esistenza di questo mondo meraviglioso?

Ras Umm Sid, la spiaggia sulla roccia e la scaletta per tuffarsi nel Mar Rosso
Ras Umm Sid

giovedì 22 luglio 2010Aggiornato il:

El Alamein 2006

Il 2006 è stato un anno indimenticabile, l’anno dei mondiali di calcio in Germania (che abbiamo vinto) e l’anno in cui mio papà è stato male. Un anno come gli altri, in cui l’estate è stata la protagonista prepotente che ha segnato in me una sorta di cambiamento.

E' anche l'anno in cui ho visto per la prima volta il Sahara, di cui ero innamorata da anni senza immaginare quanto sarebbe stata forte l’emozione di realizzare questo sogno.


El Alamein

Da pochissimo aperto al turismo, l’Egitto Mediterraneo ha meravigliose spiagge bianche di sabbia fine e un meraviglioso mare blu. L’impatto lascia senza parole, soprattutto per chi come noi è stato tante volte sul Mar Rosso.

Le persone ci guardano stupiti, incuriositi, ma con una certa indifferenza / diffidenza. Siamo andati in una “caffetteria” con la guida che ci ha accompagnati nella cittadina, ma siamo rimasti nel dehor perché l’interno era affollato. Un sacco di uomini che guardavano qualcosa in tv (a me sembrava tanto una telenovela ma non ne sono sicura). Probabilmente erano in pausa di lavoro, dato che la via era tutta un cantiere di palazzi in costruzione.

El Alamein è nota per le battaglie del 1942: abbiamo visitato il Museo della Guerra, il Sacrario Militare Italiano, il Sacrario Tedesco e il Cimitero del Commonwealth.

El Alamein
La lunga spiaggia di El Alamein

giovedì 15 luglio 2010Aggiornato il:

Crociera sul Nilo 2008

Sono stata molte volte in Egitto, ma per la prima volta mi sono concessa la crociera sul Nilo, ed è stata un’esperienza indimenticabile. Su consiglio dell’agenzia abbiamo deciso per Phone and go (mai sentita prima, e credo che ad oggi sia purtroppo fallita) e si è rivelata una scelta ottima. Tutto lo staff (completamente egiziano) della motonave è stato professionale e gentilissimo, e anche a Marsa Alam, dove purtroppo l’unica pecca è stata l’assistenza (italiana).


Ma ecco il mio diario di viaggio.


1° giorno

Partiamo in auto da Torino alle 2 (ormai siamo abituati a non dormire la notte della partenza). Arriviamo in orario al parcheggio convenzionato di Malpensa e saliamo sul pulmino che ci porta al terminal 2. Andando, noto che per il terminal 1 i bus sono grandi e pieni di gente, mentre sul nostro siamo in quattro gatti e mi sembra un po’ strano. Capiamo il mistero una volta lì: abbiamo sbagliato terminal!

Mi viene un po’ di panico, chiediamo aiuto: ci indicano la fermata del pullman che porta fino lì. Mi è sembrato di aspettare un’eternità anche se arriva dopo soli 15 minuti, controllo l’orologio: siamo un po’ in ritardo ma dovremmo farcela. Un lampo, un tuono. Scoppia un acquazzone pazzesco che diventa subito grandine, non si vede niente ma arriviamo alla fermata: il tempo di attraversare la strada sotto quel diluvio ed entriamo in aeroporto che siamo zuppi, valigie comprese!

Corriamo al check-in, tutto ok. Ci mandano nell’area 6 per l’imbarco bagagli e troviamo una coda infinita, i passeggeri di Eurofly messi tutti insieme, senza divisioni di file per ora di partenza o destinazione. La cosa peggiore è che siamo tutti fermi, nessuno sa cosa stia succedendo, tranne che sicuramente partiremo in ritardo. Scopriamo che i nastri trasportatori sono tutti fermi, un fulmine ha colpito la centralina mandando in tilt tutto l’aeroporto. Che fortuna.. alla fine riusciamo a imbarcare le valigie e salire sull’aereo, ma partiamo con 3 ore di ritardo.

Arriviamo a Luxor (vedere il Nilo dall’aereo mi fa dimenticare la notte insonne) e scendiamo in pochi, dato che quasi tutti proseguiono per Sharm, quindi il disbrigo in aeroporto è veloce.
Veniamo accolti da Sherif che ci consegna gli adesivi con il numero della cabina da mettere sui bagagli che sono arrivati subito. Pochi minuti di pulmino e alle 14 (ora egiziana, +1 rispetto all’Italia) siamo sulla nave!
Saliamo in cabina insieme al facchino che ci porta le valigie, è bellissima! Molto grande, con un finestrone enorme, c’è anche una piccola zona salotto, sono entusiasta.

Luxor
Luxor